Quando si andava a raccogliere le castagne

I pomeriggi nel bosco, tra ricci, castagne e qualche soldo guadagnato
L’ultima volta che sono andato a raccogliere castagne dovevo avere la Carnielli bianca. Non ricordo esattamente l’anno, ma quei pomeriggi passati nel bosco sono ancora ben presenti.

Quando eravamo bambini andavamo spesso per castagne. Certamente per portarne un po’ a casa e mangiarle – baletti, sburghi e rustie – anche se il vero scopo era un altro: guadagnare qualche soldo. Al pomeriggio, dopo la scuola, si andava nel bosco. Il mio compagno di raccolta era spesso Maurino. Insieme andavamo nei boschi attorno al paese: Rì Grande, Costa Belvedere e Costalissera. Si camminava a testa bassa, si aprivano i ricci con i piedi quando erano ancora chiusi e si raccoglievano le castagne una per una, scegliendo le più grandi: “Ce le pagano di più”.

Dopo qualche ora ci ritrovavamo con due borse piene, una per mano, e con quel pesante bottino si ritornava in paese. Ad attenderci c’erano i negozi di frutta e verdura – Milàn, Caghettu, Treisete e l’Adua – ai quali proponevamo quello che avevamo raccolto. 
Si contrattava un po’ sul prezzo al chilo, anche perché c’erano alcuni esercenti che davano di più e altri meno. Così, il negoziante, dopo aver appoggiato le borse sulla bilancia, attendeva che la lancetta smettesse di oscillare per stabilire quanto ci spettava: “Sono 500 lire per tutte”. A volte arrotondavano in eccesso, quasi fosse un piccolo premio per l’impegno. 
Poi, con le monete in mano, c’era chi andava a prendersi un gelato da “50” dalla Lina oppure dall’Irene per un panino da “100” con le fette di Nutella bicolore.

Oggi le castagne non le raccoglie più quasi nessuno. È molto più comodo comprarle sotto casa. Magari sono più grandi, tutte belle lucide, una uguale all’altra, dimenticandoci che, prima di arrivare su quel bancone del negozio, avranno magari fatto 500 chilometri.

Eppure la sensazione di trovarsi lì in autunno, oggi come allora, continua ad essere meravigliosa. I funghi “matti” decorano con i loro colori appariscenti i sentieri, mentre le foglie passano dal verde al giallo e poi al rosso, dopodiché cadono, creando un tappeto sotto i piedi, e soprattutto quel gran bel silenzio avvolto nell’umido profumo del bosco. Un silenzio rotto soltanto dal rumore di un riccio che cade, oppure da una castagna che rotola tra le foglie secche.

Lungo il sentiero del bosco



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