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  • Pievaschi

    Ho partecipato ad un pranzo decisamente fuori dal comune, infatti per la prima volta più di ottanta bedoniesi, nel senso stretto del termine di “ pievaschi ”, sono riusciti a sedersi alla stesso tavolo.
    L’idea originale è nata ad Aronne Biasotti, senza dubbi durante una breve pausa lavorativa, e poi vagliata e organizzata da Bruno Cavalli e Gino Biolzi all'ombra del campanile.
    Sì, mi ha fatto veramente piacere aver preso parte a questa sorta di ritrovo, allestito presso una sala del castello di Compiano, dove si parlava solo in dialetto, si ricordavano persone scomparse e si narravano fatti accaduti decine d’anni fa tra le vie della “Pieve”, ovviamente non sono mancati accenni alle solite storie incredibili attribuite a partigiani, tedeschi e mongoli. 

    Ho anche notato una cosa singolare perchè oggi un po’ atipica, che tra i vari tavoli non si parlava di rivalità, di gelosie o di cattiverie, ma tutti ricordavano e si comparavano in maniera corretta e serena, proprio come era uso tra i bottegai e la gente di una volta.
    Anche il menù è stato scelto in base alla cucina tradizionale bedoniese, infatti Peppino (Biolzi) ci ha deliziati con: Turta de risu, de patète e d'erbétte; Bomba de risu cu' i pissòn; Ròstu de vedellu cu' e patète au furnu; Busèca; Bussilàn/Canestrellu c'u levèu.

    Non vorrei però essere stato nei panni dello chef Peppino, con tutte quelle donnette esperte di cucina sarebbe stato praticamente impossibile passare indenne l’esame culinario… mi sembra di sentirle parlare sottovoce con la propria vicina e soppesare valutazioni, dosi e uso degli ingredienti di quei piatti tanto conosciuti, ma che mangiati “ föra de cà ” hanno il potere di stuzzicare non solo l’appetito.

13 Commenti

  • Pantera Rosa

    16/05/2011

    Mi è stato detto di questo ritrovo e cosa sarebbe la razza ariana di Bedonia......???

  • Gian Carlo appenninico

    16/05/2011

    ..e pudevi dilou che vegnìva anka mei.... ne se fan 'stè cose.... ..insoumma!
    ..mei son nassiu in ta cà de barbotu..... douve u gheiva ù negoziu ù Cilan... u fava i mouretti...... eheheheeh

  • Monichina

    16/05/2011

    Gigi... ma lo sai che scrivi proprio bene?

  • Bedoniese DOC

    16/05/2011

    ehi ehi ehi... si va bhè c'era Ninetto ma la sua Bedoniesissima vicina di casa: la Chèrla... nessuno l'ha invitata???

    Credo che lei, ninetto, e tutto il gruppo delle "siure" di piazza Cesare Battisti detangano dentro di loro il vero VOCABOLARIO BEDONIESE!!!

  • Altro Bedoniese

    16/05/2011

    Nemmeno io c'ero ma insieme a me mancavano tante altre persone che non sono amdate per scelta e non per non essere state inviatate. La Messa e il pranzo a Compiano sono stati i motivi e hanno ragione. Scelte sbagliate ma bella iniziativa.

    Sono un altro bedoniese che ama Bedonia, i Bedoniesi ma non le polemiche gratuite come quella di Pantera rosa

  • Remo Ponzini

    16/05/2011

    E' estremamente piacevole constatare che in una società votata al lassismo, al menefreghismo ed alla indolenza ci siano persone propositive che sappiano trasformare idee accorte e perspicaci in atti concreti che possano coinvolgere ed entusiasmare una moltitudine di persone.

    Eppure il noto trio Biasotti/Cavalli/Biolzi citato dal Gigi, architettando e proponendo, è riuscito a realizzare un evento che avrebbe scoraggiato chiunque. Non era affatto facile convincere un centinaio di persone, in gran parte della terza età, ad uscire di casa (!!!) ed a ritrovarsi tutti insieme per festeggiare la "Bedoniesità ".
    Una sorta di fausta celebrazione improntata sull'orgoglio di "appartenenza", sul desiderio di rincontrare persone care e con la bramosia di rinverdire ricordi assopiti.

    E per una simile rievocazione, senz'altro un pochino apologetica, occorreva non solo un ristorante ma un luogo ed una ambientazione che fossero atti a mantenere i ricordi vividi nel tempo e che al contempo consentissero, a tante persone, di visitare il monumento storico più illustre del nostro territorio:
    Il CASTELLO di COMPIANO.
    Va precisato che tante persone NON avevano mai avuto l'opportunità, forse anche per pigrizia, di visitarlo ... nonostante disti solo 2 Km. dalla nostra Pieve.
    So che alcuni bedoniesi doc hanno storto il naso in quanto avrebbero preferito che questo evento fosse "officiato" in Bedonia.
    Trovo che questa "pretesa" sia inficiata da un campanilismo un pochino demodè ed improprio. Un atteggiamento che nel mio modo di pensare, senz'altro criticabile, non trova giustificazioni comprensibili e/o ragionevoli. Vanno superate queste barricate d'altri tempi e mi sembra più corretto ragionare in ottica di territorio o di vallata.

    Comunque la grande festa ha avuto un esito veramente eccezionale sia dal punto di vista organizzativo che culinario. Atmosfera conviviale rilassante e molto suggestiva favorita dalla splendida ambientazione del salone che faceva pensare ad una antica "sala d'armi" dove veniva praticata l'arte del combattimento degli spadaccini medioevali. Un spaccato di storia dei nostri antenati che fa parte della cultura locale di cui dovremmo essere orgogliosi.

    Il nostro Gigi ha quasi saltato il pasto per cliccare gli intervenuti ma sappiamo tutti che la "celebrità" richiede anche questi sacrifici. Era divertente vedere la Mina, la Bianca, la Rosa e tanti altri mettersi in posa e dare suggerimenti sulle inquadrature. Le risate non sono certo mancate.

    Permettetemi però di fare un cenno ad un altro trio, questa volta musicale, che ha fatto da corollario all'intera giornata. Mi riferisco al grande MASALA che ci ha allietato con i virtuosismi della sua armonica a bocca accompagnato da Angelo e Daniele. Una autentica mirabilia le funanboliche melodie di questo autodidatta che hanno impreziosito una giornata davvero speciale. Applausi scroscianti... meritatissimi.

    Un caro saluto e ringraziamento a tutti.
    Remo Ponzini.

  • Odetta

    16/05/2011

    Io sono bedoniese doc di razza pura, però non sono stata invitata a partecipare. si vede che era una cosa solo per i privilegiati bedoniesi. Cari saluti.

  • Gigi Cavalli

    16/05/2011

    Ciao Odetta,
    mi permetto di intervenire non tanto per difendere gli organizzatori quanto per diritto di cronaca (preciso che io ero solo in veste di partecipante).
    Ne ho parlato anche questa mattina con Gian Carlo Moglia, il quale mi diceva che del pranzo non ne sapeva nulla, così come lui tanti altri, ad esempio te.
    Ma ti assicuro che questa iniziativa non era ad inviti, ma chiunque si poteva iscrivere/partecipare, l'unica pecca, secondo me, è stata quella di non essere stata pubblicizzata tramite manifesti, ma diffusa solo tramite passaparola.
    Sbagliando s'impara e il prossimo anno andrà certamente meglio. Ti aspetto insieme ad Umberto.

  • Chicchi

    16/05/2011

    Ohh che bell'evento, che bell'idea e quanta buona volontà hanno avuto i promotori, bravi, aggiungo anche una nota di merito per la scelta del Ristorante e del luogo suggestivo dove si è tenuto il pranzo.
    Dimenticavo, complimenti alle le Signore presenti, sorridenti, piene di vitalità ed eleganti ... la classe non ha età.

  • Remo Ponzini

    16/05/2011

    Ho letto i giustificati rimbrotti di alcuni bedoniesi che si sono sentiti esclusi in quanto non erano a conoscenza dell'avvenimento. Va precisato che nessuno ha ricevuto inviti scritti e che non erano stati apposti annunci pubblici. Io stesso l'ho saputo casualmente dall'amico Davide e mi sono iscritto pochi giorni prima dell'evento rischiando ... l'esclusione per mancanza di posti. Eppure bazzico i bar e la piazza con cadenza giornaliera. Il buon Gino ha impostato le prenotazioni fidandosi della sua menoria e sulla gente che gli capivava di incontrare.

    Tutto è migliorabile e qualche aggiustamento andrà fatto per evitare che in futuro si possano ripetere questi incresciosi rilievi. Posso però assicurare che NON c'è stata alcuna discriminazione aprioristica. Non ci sono bedoniesi di serie A o di serie B. Le lacune sono state casuali; questo lo posso assicurare per esperienza diretta.
    Ne parlerò con chi organizza per vedere di rimediare a queste incongruenze che possono generare malcontenti comprensibilissimi.

    Un appuntamento a tutti per la seconda edizione.
    Remo Ponzini

  • Peppino Serpagli

    16/05/2011

    Grazie Gigi per il tuo esauriente e intelligente servizio fotografico. E grazie agli organizzatori, ai cuochi e ai camerieri del pranzo al Castello. Spero in una ripetizione il prossimo anno.
    Che io sappia, qualcuno non é venuto perché riteneva che Compiano non fosse abbastanza bedoniese! Sì, lo so amministrativamente Compiano é un altro comune, ma che importanza ha? Del resto la "location" era ottima e non so se a Bedonia (Pieve) ci sia un locale così bello e capiente come quello stupendo salone del castello che ci ha ospitati.
    Bedonia ha due cose che altre località appenniniche similari non hanno (o ne hanno una sola, come Bardi): il complesso del Seminario e il castello di Compiano. Forse si potrebbero valorizzare ancora di più, specie il complesso del Seminario. Sì, lo so Compiano é un altro comune.... vecchie storie. Piaccia o no, il centro dell'Alta Valtaro é Bedonia.
    Peppino Serpagli (Mi)

  • luciano/ilmilanese

    17/05/2011

    Non appena l'amico dell'amico (. . il passaparola.!.) mi ha comunicato la possibile realizzazione di questo evento ho aderito con entusiasmo non sapendo neppure come dove e perchè.
    La sola idea mi dava piacere e ha alzato il mio livello di buon umore nei giorni di attesa.
    La realtà in tutti i suoi aspetti, qualità e scelta del cibo e servizio, ambientazione, presenze, atmosfera ecc. ecc. ha superato ogni migliore aspettativa.
    Anche da me sincere lodi e grandi complimenti aglli organizzatori.
    Molti hanno stigmatizzato la carenza di informazione sull'evento. Forse ! Ma sicuramente sempre in buona fede; le frasi ricorrenti erano "peccato che non c'è tizio.." bello se ci fosse stato caio" ecc. ecc. Tutto è migliorabile, ma in questo caso il livello di partenza è già alto.

  • Marco Biasotti

    17/05/2011

    .......ringrazio il "pistola" (scherzo, ovviamente) di non avermelo fatto sapere. Sarei venuto volentieri.

 

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