L'Ipsia di Bedonia

L'importanza strategica di questa scuola distaccata in Alta Val Taro
Finita la terza media, anch’io come altri, dovevo prendere una decisione per il futuro. Andare a Borgotaro era impegnativo, si doveva studiare di più e ci si doveva alzare due ore prima al mattino, non parliamo poi di Pontremoli o Parma.

Di questo ragionamento me ne pentii amaramente, ma allora ragionavo così. La mia scelta fu quella di “passare dove l’acqua era più bassa” e di facilitarmi l'ingresso al mondo del lavoro, fu così mi iscrissi agli “elettrici” presso l’istituto IPSIA di Bedonia. Se questa possibilità venisse meno sono certo che il paese ne risentirebbe sotto molto aspetti, partendo da quello culturale, lavorativo e per finire a quello, non certo di poco conto, economico.

Già allora, una trentina d’anni fa, si combatteva per avere il numero minimo degli iscritti nelle due sezioni. Ricordo benissimo quando si paventava un ridimensionamento indicato dalla sede centrale, così i professori si occupavano anche di reclutare ragazzi per le iscrizioni (anche tra i bocciati). Ricordo altresì lo spettro che aleggiava sulle nostre teste, la maggior parte degli iscritti si sarebbe infatti ritirata, Parma si presentava troppo lontana per frequentarla quotidianamente.

I problemi di allora sono gli stessi di oggi… questi stramaledettissimi costi, però la sopravvivenza c’è stata e la soddisfazione delle centinaia di studenti che si sono formati negli anni lo ha dimostrato, infatti non c’è artigiano in zona che non abbia frequentato un corso all’IPSIA.

Oggi, a differenza di allora, sono convinto che tali scelte si dimostrino puramente politiche, che a tirare i fili sulle sorti degli Istituti di Bedonia e Borgotaro siano i nostri amministratori, ovviamente uno a discapito dell’altro.
Quella in atto tra i due paesi, non mi stancherò mai di ripeterlo, è solo una guerra tra poveri, ricordiamocelo.


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